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Pronto intervento detenuti

PRONTO INTERVENTO DETENUTI – PID :

Il progetto ha come obiettivo quello di rimuovere alcune cause di disagio sociale che sono naturalmente congenite alla detenzione, attraverso strumenti che di fatto negli anni hanno dimostrato la loro efficacia; l’obiettivo è quello di potenziare e migliorare in modo costante la qualità e la quantità dei servizi proposti.

Il progetto intende offrire dunque una serie di risposte a coloro che a vario titolo sono soggetti del disagio derivante dal sistema detentivo; con particolare riferimento a quei detenuti che sono privi di strutture familiari e sociali sul territorio.

Gli strumenti utilizzati sono gli sportelli informativi e di supporto sia interno che esterno al carcere, e la struttura residenziale.

L’apertura della struttura consente nello specifico di:

- soddisfare l’area dei bisogni primari, nella misura in cui si metterà a disposizione uno spazio fisico di permanenza temporanea fuori dal carcere.

- soddisfare l’area dei bisogni relazionali, nella misura in cui  i fruitori potranno entrare in contatto con familiari e stabilire relazioni significative con un contesto di vita esterno al carcere

Le azioni permettono di:

-  Dare risposte di prima necessità a chi versa in grave stato di disagio economico e sociale;

- attivare una rete di aiuto per la famiglie dei detenuti non residenti nel territorio, attraverso una vera  e propria azione di “accompagnamento familiare”;

- Offrire supporto ai detenuti che non hanno contesti familiari di riferimento nel territorio;

- attivare processi di sensibilizzazione nella comunità locale al fine di favorire percorsi di inclusione Sociale.

Nello specifico, il progetto prevede la

- gestione di una struttura predisposta all'accoglienza dei detenuti e delle detenute in permesso premio, da soli o in compagnia dei propri familiari.

- Accoglienza, nella struttura, dei famigliari della popolazione detenuta in funzione di avvicinamento in previsione di un colloquio interno al Carcere.

- Comunicazione con l’Area trattamento, gli assistenti sociali dell’UEPE di Perugia e la Magistratura di Sorveglianza relativamente alla strutturazione del permesso premio, di cui verrà poi prodotta una relazione da parte dell’operatore dell’Associazione.

Nel corso dell’anno 2013 è stata messa a punto con il Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Perugia una modalità di gestione dei permessi premio, che prevede la compresenza nelle uscite da parte dell’operatore solamente nel corso del primo permesso premio, al fine di responsabilizzare i detenuti permessanti nella gestione di sé stessi sul territorio.

 

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Felicità è partecipazione

 

La libertà non consiste banalmente nel fare ciò che si vuole, ma nasce dall’aggregazione tra gli individui, sorge quando ci si sente soggetti attivi nelle decisioni.

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