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Papaveri Rossi

  • Pubblicato in Spazi

La cooperativa Papaveri Rossi si è costituita il 24/04/2012 ed è operativa da ottobre dello stesso anno. Si propone lo scopo di perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini attraverso al gestione di servizi socio sanitari, educativo culturali e ludico ricreative, centri di ascolto, orientamento e aggregazione, centri estivi, attività didattico espressiva, palestra, cineforum, tempo libero. Inoltre si propone di realizzare attività finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate o aspiranti all’avvio di iniziative di piccola impresa o lavoro autonomo. Infine promuove progettualità in proprio e in collaborazione con altre realtà del territorio di servizio civile, protezione civile, finalizzate allo sport e alla comunicazione.

 

Dal 2012, Papaveri Rossi ha contribuito ad aumentare l’offerta di servizi educativi sul territorio intesi sia come spazi per i bambini dai 3 ai 14 anni di socialità, condivisione, didattica all’interno di contesti protetti, sia come supporto alle famiglie per la conciliazione dei tempi tra lavoro e famiglia, un luogo sicuro e stimolante per i loro figli. In particolare sono stati organizzati 6 servizi educativi presso la scuola dell’infanzia, scuole primarie e scuole secondarie di primo grado di Perugia. Si tratta di un doposcuola laboratoriale per offrire una soluzione integrativa post scolastica ai bambini e alle bambine. L’obiettivo è infatti non solo quello di proporre un aiuto compiti, ma anche di creare un ambiente di esplorazione, dove il bambino possa liberamente sperimentare le proprie abilità ed arricchire il proprio bagaglio creativo, emozionale e cognitivo, attraverso anche laboratori artistico culturali. La cooperativa inoltre ha realizzato nel 2012 un investimento volto alla creazione di un CINEMA nel quartiere del Carmine di Perugia all’interno della Casa dell’Associazionismo al fine di valorizzare un territorio di Perugia segnato da problematiche sociali e di sicurezza. Il cinema si propone quale luogo di incontro di diverse culture e generazioni data la mobilità culturale che ha da sempre caratterizzato la città e contribuisce all’offerta culturale durante l’anno scolastico invitando le scuole a proiezioni di film e laboratori tematici.

Papaveri Rossi collabora costantemente con le realtà istituzionali, associative e informali del territorio per la realizzazione di attività e servizi utili alla comunità ed in particolare rivolti ai minori. In particolare, sono costanti e consolidate le collaborazioni con l’associazione Arcisolidarietà per la gestione di progetti Fami e SPRAR per l’ accoglienza di minori stranieri non accompagnati presenti sul territorio.

Esempio  ha precedentemente collaborato nell’ambito dei seguenti progetti:

- Regione Umbria: progetto “Territori familiari”, interventi di cura e sostegno alle responsabilità familiari attraverso il potenziamento di servizi educativi, come ad esempio il museo del gioco e del giocattolo di Perugia  e l’implementazione di attività ludico ricreative ed educative per i minori.

- Comune di Perugia, gestione dei servizi di doposcuola presso i locali scolastici del Comune di Perugia e attivazione di centri estivi sostenuti da Comune di Perugia a favore di fasce di popolazione svantaggiate, con disagi sociali

- FormAzione, collaborazione nell’ambito del progetto CRESCO per l’attivazione e inserimento lavorativo di 5 giovani al di sotto dei 35 anni in stato di disoccupazione, per i profili di: educatore professionale, animatore sociale e amministrativo

 In questi anni, la cooperativa ha lavorato all’attivazione di doposcuola presso le scuole di Perugia, di centri estivi nel territorio provinciale e di servizi educativi per i minori. La progettazione della cooperativa si è basata essenzialmente su:

·         Strutturazione di percorsi di promozione di iniziative a supporto dell’offerta scolastica e soprattutto inerenti la salvaguardia, la tutela, la crescita del bambino

·         Attivazione di centri di ascolto e presidi psicologici per monitorare, prevenire e intervenire su situazioni complesse di disagio, malessere, difficoltà, considerando l’attuale contesto sociale e culturale sempre più frammentario e diversificato.

·         Attivazione di centri estivi presso i parchi acquatici, scuole primarie e circoli Arci del territorio della provincia

·         realizzazione di laboratori di intercultura costruiti attraverso la narrazione e la drammatizzazione di fiabe come strumento di conoscenza di paesi e mondi diversi per cultura e tradizioni

·         laboratori di : fumetto condotti da un professionista in materia, che ha coinvolto i ragazzi nella costruzione di una storia fumetto, dalla micro-sceneggiatura al disegno;  musica base per bambini delle scuole dell’infanzia, pianoforte, body percussioni; teatro per bambini e per ragazzi; lingue straniere per bambini; attività motoria e sportiva

·         animazione territoriale ed eventi per bambini con giochi, laboratori e spettacoli durante le festività natalizie

·         raccolta fondi per popolazioni terremotate

·         organizzazione di animazioni per bambini per feste di compleanno e matrimoni

·         attività di tutoraggio, inserimento sociale e/o lavorativo di minori appartenenti alle categorie vulnerabili, ammessi alle misure alternative alla detenzione



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Non si tratta

Progetto di prevenzione socio-sanitaria di riduzione delle malattie sessualmente trasmissibili destinato alle prostitute immigrate. L’attività di unità di strada si inserisce in un progetto più articolato di cui è capofila la Regione Umbria e che vede impegnato i Comuni di Perugia, Todi e Narni e altri soggetti del Terzo Settore. Il progetto prevede l’intervento in strada, l’accoglienza e l’inserimento lavorativo. Il progetto è finanziato da fondi del ministero delle pari opportunità per l’art.13 della legge sull’immigrazione, nell’ambito del progetto Non si Tratta.

L’Unità di strada “Cabiria” svolge attività di prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale nel travet delle prostitute immigrate presenti nel territorio della Regione Umbria

Il lavoro dell’équipe Cabiria prevede uscite in strada notturne e diurne, una riunione settimanale tra gli operatori e accompagnamenti ai servizi socio-sanitari.

Obiettivo primario dell’Unità di strada è la riduzione del danno delle malattie sessualmente trasmissibili. E’ importante chiarire che il presupposto di questo lavoro di prevenzione non è basato sull’idea che le prostitute formino un gruppo a rischio per la salute pubblica, ma si fonda sulla filosofia del diritto alla protezione della salute e sulla necessità di garantire questo diritto ad una popolazione che altrimenti è esclusa da cure e informazioni e da strategie di riduzione del danno.

Le nazionalità prevalenti, presenti in strada a Perugia, sono quella nigeriana, rumena, dell’area dell’ex Jugoslavia ed ex sovietica, albanese, portoghese e argentina.

Le principali richieste socio-sanitarie sono.: analisi del sangue compreso il test HIV, visite all’ambulatorio immigrati, visite ginecologiche di controllo, visite specialistiche di vario genere.

La costante presenza nel territorio in questi anni ha permesso di realizzare continue mappature che hanno portato alla luce mutamenti e situazioni, diversamente non rilevabili, del fenomeno preso in considerazione.                                             

Numero Verde Nazionale in aiuto alle vittime di tratta.

Arcisolidarietà è stato ente gestore del progetto Numero Verde Contro la Tratta insieme alle cooperative Il Borgo e La Rete.

Il Numero Verde Nazionale sulla Tratta, promosso dal Dipartimento per la Pari Opportunità ai sensi dell’art. 18 del Testo Unico sull’immigrazione (D.Lgs. 286/98), opera dal mese di Luglio 2000 con un’articolazione regionale o interregionale di postazioni locali, gestite in collaborazione tra gli enti pubblici titolari e enti del privato sociale, ricevendo le richieste smistate da un centralino nazionale al quale afferiscono tutte le chiamate (nell’annualità relativa al 2007 le chiamate effettuate dalla telefonia fissa vengono deviate direttamente alle postazioni locali senza il filtro della postazione centrale del Veneto).

Il principale obiettivo del progetto è quello di offrire un supporto alle vittime della tratta e di contribuire conseguentemente alla lotta contro il traffico di esseri umani finalizzato allo sfruttamento sessuale e, attualmente, anche allo sfruttamento lavorativo e alla riduzione in schiavitù. Il target del progetto, inoltre, comprende, oggi, anche i cittadini comunitari, allargamento ritenuto necessario in seguito all’entrata nella Comunità Europea della Romania e della Bulgaria.

Il Numero Verde si pone come un punto di riferimento per persone sfruttate a scopo sessuale e lavorativo offendo un servizio d’informazione e consulenza e proponendosi come facilitatore per la loro tutela, l’accoglienza e l’accompagnamento verso l’autonomia. Il Numero Verde si configura,inoltre, come punto di riferimento per persone vicine alle vittime di sfruttamento (amici, clienti, cittadini etc.) e per tutte le agenzie pubbliche e private e anche per le Forze dell’Ordine attive nel territorio.

L’Arcisolidarietà mette a disposizione del progetto due operatrici che, insieme alle operatrici della cooperativa BorgoRete, garantiscono una copertura di risposta di 24 ore. Le operatrici lavorano a stretto contatto con il progetto Free Women del Comune di Perugia mettendo in contatto le persone che chiamano il Numero Verde con le operatrici che si occupano della fuga e dell’accoglienza. La postazione regionale funziona anche come punto di riferimento per i progetti articolo 18 del territorio nazionale i quali ricorrono spesso al Numero Verde per informazioni sulle strutture d’accoglienza presenti sul territorio umbro e per richiedere l’inserimento, in suddette strutture, per la ragazze inserite nei programmi di protezione provenienti da altre regioni. Il progetto lavora, inoltre, in stretto contatto con l’Unità di Strada Cabiria che può essere contattata nel caso in cui la postazione riceva richieste di prestazioni sanitarie.

Le operatrici sono, inoltre, impegnate nella revisione della banca dati che annovera i soggetti, privati e pubblici, che nel territorio umbro si occupano a vario titolo delle tematiche relative all’immigrazione e al lavoro, che possono dunque rappresentare una risorsa per il progetto. 

 

Periodo di svolgimento: 1998 – 2007 

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SPRAR PERUGIA

L’Associazione di volontariato Arcisolidarietà ora d'aria ORA D'ARIA insieme alla Cooperativa Perusia gestisce il progetto SPRAR 2014-2016 di cui il Comune di Perugia è Ente Titolare ( DOMANDA DI CONTRIBUTO RELATIVA ALLA RIPARTIZIONE DELLE RISORSE ISCRITTE NEL FONDO NAZIONALE PER LE POLITICHE E I SERVIZI DELL’ASILO, DI CUI ALL’ART. 1 SEXIES E 1 SEPTIES DEL DECRETO LEGGE 30 DICEMBRE 1989, N.416, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI, CON LA LEGGE 28 FEBBRAIO 1990, N. 39, INTRODOTTO DALL’ART.32 DELLA LEGGE 30 LUGLIO 2002, N. 189)

Il progetto garantisce l’accoglienza e un percorso di integrazione dei beneficiari, attraverso le seguenti modalità:

  • la messa in rete dei servizi del territorio,
  • la valorizzazione e l’implementazione delle collaborazioni costruite dagli enti gestori negli anni,
  • le competenze dell’équipe multidisciplinare degli enti gestori,
  • la formazione e l’aggiornamento degli operatori,
  • il raccordo e la verifica costante tra gli enti gestori e l’ente locale titolare del progetto,
  • la conoscenza della cultura di origine dei beneficiari,
  • la sensibilizzazione della comunità locale sul tema dell’asilo e del dialogo interculturale,
  • l’incontro tra la cittadinanza e i beneficiari del progetto,
  • la valorizzazione e il rispetto delle specificità e delle autenticità di ciascun beneficiario,
  • la costruzione di un progetto individualizzato condiviso con il beneficiario.

Obiettivo principale di ogni intervento realizzato è la ri-conquista dell’autonomia dei beneficiari, della loro libertà di azione e della loro indipendenza anche al di fuori del progetto.

Al fine di garantire un’accoglienza integrata, sono attivi i seguenti servizi:

  • accoglienza materiale (alloggio, vitto, fornitura di vestiario, prodotti per l’igiene personale e per la pulizia della casa, fornitura di capi di abbigliamento e di calzature, erogazione del pocket money),
  • mediazione linguistico e culturale,
  • assistenza sanitaria di base e specialistica,
  • corsi di alfabetizzazione e di apprendimento della lingua italiana L2 garantita senza interruzioni durante tutto l’anno,
  • iscrizione dei minori alla scuola dell’obbligo,
  • istruzione degli adulti e accesso ai corsi formativi presenti sul territorio,
  • orientamento e accesso ai servizi del territorio,
  • orientamento e accompagnamento alla formazione e riqualificazione professionale,
  • orientamento e accompagnamento all’inserimento lavorativo,
  • orientamento e accompagnamento all’inserimento abitativo,
  • orientamento e accompagnamento all’inserimento sociale,
  • tutela legale,
  • tutela psico-socio-sanitaria.
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SPRAR Minori Stranieri non accompagnati Richiedenti/Titolari di Protezione Internazionale

Progetto SPRAR Minori Stranieri non accompagnati Richiedenti/Titolari di Protezione Internazionale Comune di Panicale

 

L’ associazione gestisce il progetto SPRAR minori 2014-2016 di cui il Comune di Panicale è Ente Titolare, (MODELLO DI DOMANDA DI CONTRIBUTO RELATIVA ALLA RIPARTIZIONE DELLE RISORSE ISCRITTE NEL FONDO NAZIONALE PER LE POLITICHE E I SERVIZI DELL’ASILO, DI CUI ALL’ART. 1 SEXIES E 1 SEPTIES DEL DECRETO LEGGE 30 DICEMBRE 1989, N.416, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI, CON LA LEGGE 28 FEBBRAIO 1990, N. 39, INTRODOTTO DALL’ART.32 DELLA LEGGE 30 LUGLIO 2002, N. 189, PER GLI ANNI­­­­­­­­­­ 2014/2016)

Il progetto rivolto ai minori stranieri non accompagnati richiedenti/titolari di protezione internazionale ha come obiettivo principale l’adempimento di tutti i servizi minimi di accoglienza integrata garantiti per il progetto Sprar 2014-2016 nell’ottica imprescindibile di un lavoro che mette al centro lo status di minore quale preadolescente e adolescente immigrato che si trova tra due sponde (le origini perdute e il nuovo mondo non posseduto) che amplificano la sua posizione di “sospensione”, incertezza e transizione.

Il progetto garantisce l’accoglienza e un percorso di integrazione dei beneficiari, attraverso le seguenti modalità:

  • la messa in rete dei servizi del territorio,
  • la valorizzazione e l’implementazione delle collaborazioni costruite da’ente gestore negli anni,
  • le competenze e l’abilità dell’équipe multidisciplinare dell’ente gestore,
  • la formazione e l’aggiornamento degli operatori,
  • il raccordo e la verifica costante tra l’ente locale e l’ente gestore,
  • la conoscenza della cultura di origine dei beneficiari,
  • la sensibilizzazione della comunità locale sul tema dell’asilo e del dialogo interculturale,
  • l’incontro tra la cittadinanza e i beneficiari del progetto,
  • la valorizzazione e il rispetto delle specificità e delle autenticità di ciascun beneficiario,
  • la costruzione di un progetto individualizzato condiviso con il beneficiario.

Obiettivo principale di ogni intervento realizzato è la crescita, l’emancipazione, la ri-conquista dell’autonomia dei beneficiari, della loro libertà di azione, di sicurezza e indipendenza anche al di fuori del progetto.

Al fine di garantire un’accoglienza integrata, sono attivi i seguenti servizi:

  • accoglienza materiale (alloggio, vitto, fornitura di vestiario, prodotti per l’igiene personale e per la pulizia della casa, fornitura di capi di abbigliamento e di calzature, erogazione del pocket money),
  • mediazione linguistico e culturale,
  • assistenza sanitaria di base e specialistica,
  • corsi di alfabetizzazione e di apprendimento della lingua italiana L2 garantita senza interruzioni durante tutto l’anno,
  • iscrizione dei minori alla scuola dell’obbligo,
  • istruzione e accesso ai corsi formativi presenti sul territorio,
  • orientamento e accesso ai servizi del territorio,
  • orientamento e accompagnamento alla formazione e riqualificazione professionale,
  • orientamento e accompagnamento all’inserimento lavorativo,
  • orientamento e accompagnamento all’inserimento abitativo,
  • orientamento e accompagnamento all’inserimento sociale,
  • tutela legale,
  • tutela psico-socio-sanitaria.
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Felicità è partecipazione

 

La libertà non consiste banalmente nel fare ciò che si vuole, ma nasce dall’aggregazione tra gli individui, sorge quando ci si sente soggetti attivi nelle decisioni.

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